Una location magica dove sentirsi regine, e re, per un giorno. La cura e l’attenzione per il cliente accompagnata dalla proposta di cucina dello chef, pluristellato, Cannavacciuolo rende l’esperienza indimenticabile.
In un anno difficile, c’era solo il sospetto ma ancora doveva scoppiare la bomba Corona Virus, ignari di tutto ci siamo recati l’ultimo giorno di febbraio, ad Orta san Giulio per pranzare in un luogo simbolo dell’alta cucina.
Un ristorante elegante che consiglio assolutamente a chi ama la cucina e vuole festeggiare un momento particolare della propria vita, perché il costo rispecchia le stelle Michelin dello chef.
Arrivando in macchina questo palazzo in stile moresco si staglia in tutta la sua bellezza. La prima volta che lo si vede toglie quasi il fiato da tanto è bello e soprattutto originale. Sulle rive del lago d’Orta una villa che sembra arrivare da lontano.
La costruzione commissionata da Cristoforo Benigno Crespi, elemento di spicco dell’industria cotoniera, durò 30 anni e fu influenzata dai numerosi viaggi in medio oriente fatti da Crespi innamorato delle architetture di Baghdad. Il risultato è quello che ancora oggi ci affascina e lascia senza parole, intarsi arabeggianti e stucchi rendono unica questa villa.
All’ingresso vengono prese in consegna le chiavi della macchina per parcheggiarla e si viene accolti con il sorriso, dal personale, eliminando subito il senso di timore che potrebbe trasmettere un ristorante pluristellato. Puoi scegliere se spostarti al bar per fare un aperitivo o farti due passi nel suo splendido parco affacciato sul lago.
Noi abbiamo optato per un giro nel parco, dal quale si può vedere in tutta la sua meraviglia questa splendida villa, sedersi sulle poltrone esterne e godersi il panorama lacustre.
Rientrati ci hanno accompagnati al nostro tavolo nella seconda sala a destra. Essendoci già stati , abbiamo notato con piacere tutti i locali rinnovati, ed il nuovo maitre. Cito il nuovo maitre perché il precedente non era propriamente simpatico.
Avendo già provato il menù degustazione, questa volta ho voluto ordinare alla carta.
Un antipasto ho preso “Ricciola in crosta di pane, salsa all’aglio e cime di rape” 50€
Sublime la ricciola era perfetta l’equilibrio dei gusti e l’intensità rendevano questo piatto irresistibile
Un primo, mito dello chef, la “linguina di Gragnano, con calamaretti e salsa al pane di segale” 40€. Rimane il piatto del mio cuore già preso nel menù degustazione la scorsa volta e non sono riuscita a rinunciarci neanche questa volta.
I miei compagni di avventura hanno scelto il menù degustazione “itinerario da Sud al nord Italia” 190€ un viaggio dalla terra natia dello chef a quella che lo ha adottato.
Il menù prevedeva 6 portate
Antipasto “Scampi di sicilia alla pizzaiola in acqua di polpo”.
Primo “linguina di Gragnano, con calamaretti e salsa al pane di segale”
Secondo di pesce “triglia, cavolo nero, provola affumicata”
Secondo di carne “Piccione, fegato grasso al gruè di cioccolato, salsa Banyuls”
Pre dessert
Dessert
Tutti i menù alla carta e degustazione prevedono il buon viaggio dello chef 6 mini portate di appetizer tra i quali i suoi famosi cannoli ripieni di ragù napoletano, macaron al foie gras, gnocco fritto di grano saraceno e culatello.
Insieme ai caffè portano una serie di piccola pasticceria 8 tipi diversi.
Come vino abbiamo scelto un ottimo Pinot Grigio 2012 di Bressan intorno ai 70€
Al posto del caffè ho preso una tisana alla menta meravigliosa
Il personale è simpatico e sempre presente per soddisfare qualsiasi richiesta o necessità. I piatti vengono descritti perfettamente.
A fine pasto lo chef è stato disponibile a fare foto con tutti ed a firmare autografi.
Essendo ad Orta abbiamo optato per fare due passi, dopo pranzo, per il paese. Se si ha tempo si può lasciare la macchina al ristorante e fare la passeggiata lungo lago a piedi. In caso contrario in 5 minuti di macchina si è nel parcheggio del centro per poi proseguire la passeggiata a piedi nel paese.